██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Sissa
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwhwSissa (mwiaSésa, in mwiqdialetto parmigianocite-ref-4[4]) è una mwjgfrazionecite-ref-5[5] di mwkw4 286 abitanti del comune di mwlaSissa Trecasali, in mwlqprovincia di Parma, situato nella mwlgbassa parmense. Fino al 31 dicembre 2013 costituiva un mwlwcomune autonomo.
Si suppone che il nome di Sissa trovi la sua origine nelle mwmqesondazioni, da sempre devastanti, del mwmgfiume Taro, che hanno causato una divaricazione fisica, o scissione, fra l'antico borgo e mwmwPalasone. Di qui il toponimo Sissa, con etimologia in scissa, ossia divisa.
L'abitato di mwnqTrecasali si trova a sud. Il territorio della frazione è delimitato nel versante ovest dal Fiume Taro che lo separa dai comuni di mwngRoccabianca e di mwnwSan Secondo Parmense; a nord il mwoaPo segna il confine con la mwoqLombardia; ad est si trovano i comuni di mwogColorno e di mwowTorrile.cite-ref-6[6]
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Sport
• Calcio
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
In base ai ritrovamenti nei pressi di Torricella, avvenuti verso la fine del 1800 e studiati dal Pigorini, possiamo affermare che già al tempo delle “terramare” (nel XIII secolo a.C.) nella zona vi erano insediamenti palafitticoli. Non sono invece mai state reperite tracce delle occupazioni successive, sia degli Etruschi che dei Galli (Boj). Occupazioni avvenute a partire dal VI secolo a.C. sino all'arrivo dei Romani nel 200 a.C. Attorno al 180 a.C. avviene la centuriazione (romana) che ha lasciato tracce sul terreno visibili ancora oggi.Nei pressi di Gramignazzo, durante i lavori di posa dell'acquedottoconsortile, furono ritrovate le fondazioni di una villa romana. Poco a monte dell'attuale chiesa di Gramignazzo su un impercettibile dosso di campagna. Notevoli le dimensioni. A fianco ritrovatocon scavi diretti dalla Sovrintendenza, un cimitero longobardo Dopo la calata dei Longobardi in Italia (mwqw568 d.C.) nel 574 inizia il comando dei Duchi Longobardi e si hanno buoni motivi per ritenere che in questo periodo si sia formata la “Grande Corte di Palasone”, divenuta in seguito (nel 584) “Corte Regia” (di pertinenza del Re Autari). Sulla storia del periodo longobardo documenti certi non ne esistono, ma ci riconducono a queste deduzioni l'etimologia dei toponimi:
• palasone = Palatium = istituzione di tipo fiscale riconducibile alla "Corte Regia", con tale nome è indicato anche un luogo organizzato per speciali lavorazioni o per lo smercio di particolari prodotti anche per conto di altre corti e quindi provvisto di magazzini;
• sala = insediamento posto a capo del “sundrio” (terra coltivata dal padrone) e sede delle costruzioni adibite a ricovero di animali.
A Palasone troviamo anche nei documenti dell'epoca una cappella edificata in onore di San Lorenzo ed anche questa dedicazione depone a favore della presenza di un insediamento longobardo. Le prime notizie certe di Sissa risalgono ad una pergamena del mwsa945. Anche nel IX secolo è confermata l'esistenza della grande “corte regia di Palasone che, da un documento del 1.000, sappiamo si estende per 3.000 iugeri (2.400 ettari= a 8.000 biolche parmigiane) e che occupa l'area corrispondente all'incirca agli attuali comuni di Sissa e Trecasali. Dagli stessi documenti rileviamo che “selve, boscaglie, gerbidi e corsi d'acqua” denotano il paesaggio attorno a Palasone. Le prime notizie certe su Sissa si traggono quindi da documenti del IX secolo d.C. (“…mwsqquod totum in pertinentiis de Scisia habent…") nei quali si parla di un “manso” facente parte della “corte regia di Palasone”, prima longobarda poi carolingia, governata, al momento, dai “Supponidi” e dagli “Attonidi”, famiglie vicine alla corte francese e incaricate a governare altri ducati nell'Italia centro-settentrionale. Nel 942 avviene la prima donazione di terreni della corte di Palasone, da parte di un Attone, al “mwsgCapitolo della Cattedrale di Parma”. Si ha infatti in questo secolo e nel successivo l'acquisizione da parte del Capitolo, del Vescovo e dei vari monasteri di tutto il territorio della “Bassa”. Nel 945 un documento attesta che, dal capitolo, vengono concesse alcune terre a livello presso Sissa, manso della corte diPalasone mwsw(«…in loco et fundo Sisia… actum in castro Palasioni»). La proprietà dei terreni della corte di Palasone viene confermata sia dall'imperatore Ottone II (982), che da Ottone III (996 e 999), Enrico III (1046), Enrico IV, Federico II (1115), Enrico VI(1195). Nel X secolo Palasone, come quasi tutte le “curtis”, viene fortificata. In essa si costruisce il castello, che verrà poi distrutto e ricostruito nella seconda metà del XII secolo. Nei documenti del XIII secolo non viene più menzionato alcun castello (castrum e/o castellum) a Palasone e tuttora non si conosce ancora dove fosse localizzato. Nel XII secolo nei documenti si ricorda che a Palasone, oltre alla “Basilica di San Lorenzo”, esiste un “Ospedale di San Giovanni”. Nel 1215 Federico II ordina di fortificare la foce delTaro con due torri provviste di catena di ferro che attraversa il fiume per impedire l'accesso a navi nemiche. Federico II dopo la sconfitta subita a Parma, con la distruzione di Vittoria, percorre con intento vendicativo la nostra zona ed uno storico (?) così scrive: “Il 15 giugno 1248 Federico II fuggito a spron battuto da Parma si porta a Borgo (Fidenza), vola a Cremona, rifatto d'animo e di gente, passato il Po, viene a Torricella, e, anelante alla vendetta, è di nuovo nei nostri dintorni, ove adopera barbaramente il ferro e il fuoco”. Nel frattempo, il manso di Sissa, si era creato una certa indipendenza, si era pure esso fortificato costruendo una torre di difesa. Nel 1182 Sissa dispone già di un castello ed è difesa da un fossato. Un gruppo di famiglie, da Cornazzano, Burdellione, Botteri e Rangoni, condomini del castello, aveva preso il sopravvento sulla comunità ed erano arrivate ad esigere di dare il loro benestare per la nomina del “podestà”, cioè di colui che doveva governare la “corte” per conto del Capitolo.Inizia così ad affermarsi l'influenza di una gerarchia locale che sfocerà nella creazione dei feudatari ai quali verranno poi riconosciuti diritti sulle terre dagli imperatori. Nei documenti reperibili redatti dal IX secolo in poi sia per donazioni, per concessioni di terreni a livello od altro vengono spesso citate anche le odierne frazioni di Coltaro ("…quondam insulam sitam iuxta Padum… set illas in Caput Tari quae sunt iuges triginta sex…"), (Coltaro viene denominato spesso come villaggio cioè un agglomerato di mansi più concentrato e più grosso di un casale), Casalfoschino, Sala (…super fluvio Padi in comitatu Parmense in loco et fundo Palaxiona com porcione castro et capella inibi fundatas… quamquam in locas et fundas Sixa, Casale Fuskini, Sala de' Lambardi”), Torricella (“…fuere confessi quod boschum dequo lis erat inter comune de Palasone et homines de Turricella …”), dopo il mille compaiono anche Borgonovo (“…et de anno sequenti fieri fecit navilium, quod incipit in capite pasculi et labitur ad Viarolum et deinde ad Borgum Novum…”) e in un documento di Cremona anche il “villaggio” di Gramignazzo.
Secolo XIV
La casata dei mwtgTerzi di Parma e quindi di mwtwSissa, stabilì definitivamente il suo dominio feudale sul territorio nei primi lustri del mwuasecolo XIV. Il 7 dicembre mwuq1329 l'imperatore mwugLudovico il Bavaro, con suo diploma sigillato a mwuwNorimberga, formalizzò l'insediamento dei nobili Guido (I) e dei suoi figli, i nobili Filippo e Guido (II) mwvade Tertiis, cittadini di Parma, nelle terre alla foce del Taro, fra Sissa e Torricella, convertendo il possesso patrimoniale in rapporto di dipendenza vassallatica, con piena dignità e poteri signorili.cite-ref-7[7] Erano terre che la casata dalla quale originavano i Terzi, i mwwqda Cornazzano, nobili di origine germanica, vassalli di Bonifacio III di Canossa, Marchese di Toscana e Conte di Mantova, di Sua figlia la Contessa Mathilde, e, poi del mwwgCapitolo della Cattedrale di Parma, che possedeva già nei secoli precedenti.cite-ref-8[8]
Nella seconda metà del secolo i Terzi passarono al servizio dei Visconti signori di Milano. I maggiori esponenti della famiglia furono al servizio di mwyaBernabò.e quindi, dopo il suo avvelenamento, a quelli di mwyqGian Galeazzo Visconti come strenui capitani d’armi o nelle magistrature civili quali mwygPodestà al governo delle più importanti città padane.
Ghirardino (I), all'origine del ramo cadetto di Torricella dei Sissa, era figlio del Guido (II), o mwagGuidone de Tertiis, citato nel diploma dell'imperatore Ludovico il Bavaro del mwaw1329 e fratello perciò di Giberto (I), il capostipite del ramo dei mwbaTerzi di Sissa, e di mwbqNiccolò Terzi il Vecchio del ramo dei mwbgParma.
Il 15 agosto mwca1386, dopo la cerimonia celebrata nella cattedrale di mwcqPavia nel corso della quale mwcgNiccolò Terzi il Vecchio fu armato cavaliere da Gian Galeazzo Visconti, vennero confermati alla famiglia i diritti sull'antico feudo di Belmonte, poi ribattezzato, nel 1377 Castelnuovo dei Terzi, in occasione della edificazione della torre di guardia,(oggi mwcwCastelnuovo Fogliani), e Casale Albino (oggi Lusurasco), nel Piacentino, trasmissibili agli eredi diretti di Niccolò, ovvero, in mancanza di questi, ai nipoti, figli del defunto Giberto (I),suo fratello. Le investiture feudali furono confermate l'anno seguente dal mwdaRe dei Romani mwdqVenceslao con la patente, intestata a "Nicholao filio quondam nobilis Guidonis capitanei de Terciis de Cornazzano", sigillata il 19 agosto mwdg1387 a Norimberga. Le giurisdizioni dei Terzi nel Parmense, con Tizzano e Sissa, furono erette in Contea. L'investitura imperiale comprendeva il diritto di trasmettere il titolo comitale a ciascuno dei figli e ai loro eredi.cite-ref-10[10] A Sissa esisteva l'Ospedale Santa Maria che fra il 1470 e il 1532 fu inglobato nell'ospedale Rodolfo Tanzi di Parma.
Secolo XV
Giberto (I), fu il capostipite del ramo dei mwfqTerzi di Sissa. Ebbe due figli, entrambi capitani al servizio dei mwfgVisconti: Guido (II) e Antonio che fu tra i più valorosi al servizio del mwfwDucato di Milano. Morto Gian Galeazzo nel settembre mwga1402, ai suoi funerali era tra gli otto nobili lombardi prescelti per portarne a spalla il feretro.
Quei funerali segnarono l'inizio del disfacimento dello stato milanese e i singoli potentati locali, come i potenti capitani ducali ne approfittarono per impadronirsi di lembi del ducato, solo nominalmente ereditati dal giovane mwggGiovanni Maria Visconti, posto inizialmente sotto la tutela della duchessa madre. Anche il grande condottiero mwgwOttobuono de' Terzi, conte di Tizzano e Castelnuovo, figlio di mwhaNiccolò Terzi il Vecchio, nipote di Giberto (I) di Sissa, pur mantenendosi nelle forme fedele difensore del mwhqDucato di Milano, riuscì a prevalere contro gli avversari, e soprattutto i mwhgRossi, fino a divenire nel sul finire del mwhw1404 il dominatore e poi unico signore di mwiaParma e mwiqReggio.
La lotta contro la potente fazione dei Rossi fu accanita e condotta spietatamente da entrambe le parti, coinvolgendo anche le terre di Sissa.cite-ref-11[11]
Il giorno sei di agosto, Ottobono era all'assalto di Felino, rocca dei Rossi, dove si era rifugiato il capitano Angelo Tartaglia con i suoi cavalieri, reduci dalla disfatta di Rossena. Sotto l'attacco furioso del Terzi, nonostante il valore e il coraggio del condottiero e delle lance fiorentine, queste furono un'altra volta sconfitte, lasciando numerosi prigionieri tra i Rossi, le cui case furono, com'era consuetudine, depredate e incendiate. Sul finire del mese arrivò quindi, com'era inevitabile, la risposta dei Rossi che, partiti dal loro castello di Felino, portarono la devastazione nelle terre dei Terzi: a Sissa, Trecasali, Palasone e San Nazzaro. Replicò con maggior profitto da par suo Ottobono, il quale per rappresaglia, a Parma, penetrò le sacre mura del monastero femminile di San Paolo, rubò a man bassa ori, argenti, panni finissimi e un tesoro di seimila fiorini ivi lasciati in deposito dai Rossi, distribuiti poi tra i suoi a compenso dei loro servigi. Sempre ai Rossi furono tolti tutti i benefici ecclesiastici o secolari, le proprietà in case o di fondi, legati al convento.
Ottobuono mantenne fermamente questo dominio sul Parmense, nel Reggiano e Piacentino, dal mwkq1405 fino alla primavera del mwkg1409. Il 27 maggio, lunedì di Pasqua, fu assassinato a tradimento da Muzio mwkwAttendolo Sforza, a Rubiera presso Modena, in un agguato ordito con la evidente complicità di mwlaNiccolò III d'Este. I mwlqTerzi di Sissa, schierati vantaggiosamente con il cugino nei tempi della sua fortuna militare e politica, furono rapidissimi nei giorni che seguirono la sua uccisione, a passare sotto i vessilli e all'ubbidienza del nemico. Scrive il Pezzana che Il 6 luglio 1409, Giberto (II) e Antonio Terzi "vedendo ogni loro cosa andare in sinistro, venuti a Porta S. Croce, conchiusero un accordo coll'Estense".cite-ref-12[12]
Guido (II) Terzi, l'otto giugno mwmw1413, dopo la morte del padre Giberto (II) gli succedette quale signore di Sissa, iscritto come tale nel registro delle investiture feudali del mwnaDucato di Milano.cite-ref-13[13]
Nel mwog1422, truppe della mwowRepubblica di Venezia, nel corso della guerra contro mwpaFilippo Maria Visconti, duca di Milano,del quale erano alleati i Terzi locali, occuparono Sissa. Le milizie venete già presidiavano allora Torricella, fortilizio e porto, strategicamente importante per tutelare i collegamenti fluviali della Serenissima con mwpqPiacenza, mwpgCremona e quindi mwpwMilano.
Il 16 marzo mwqq1427 ancora Torricella, sempre occupata dai Veneziani, venne assalita da mwqgNiccolò Piccinino capitano di mwqwFilippo Maria Visconti al comando di mille fanti.cite-ref-14[14] Il 23 marzo Torricella fu costretta ad arrendersi. Nel contempo, la mwsarocca di Sissa, anch'essa sotto attacco, veniva devastata. I Veneziani decisero in seguito che la sua integrale ricostruzione e il mantenervi una forza di presidio non era conveniente in quel contesto ostile. Demolirono quindi la cerchia delle mura, conservando solo il torrione del maschio. Quel che rimaneva del borgo, unitamente a Torricella, fu assegnato a Guido Terzi, nominato "governatore del castello di Sissa".
La rocca fu riedificata sulle strutture precedenti, ma con dimensioni assai ridotte rispetto a quelle poderose originarie. I lavori furono avviati dopo il 22 ottobre mwsg1440, allorché il duca di Milano, investì i fratelli Giberto (III), Niccolò e Guido (III), figli di Giberto (II) Terzi del feudo di Sissa e delle ville dipendenti “i quali spontanei e con grave propria incommodità sovvenuto aveanlo di ragguardevole somma di pecunia”.cite-ref-15[15]
Il 21 di novembre mwua1440, altre decisioni ducali stabilirono il distacco da mwuqParma delle giurisdizioni di Sissa, Borgonovo sotto l'argine, Casal Foschino, Sala e San Nazaro. Il 3 novembre mwug1440 i fratelli Beltramino e Gherardino (II), capitani di mwuwFilippo Maria Visconti, furono premiati con l'assegnazione in feudo del castello di Torricella e delle ville di Gramignazzo, Coltaro, Trecasali, Palasone, le case di Barcolo dalla Fossa e Rigosa.cite-ref-16[16].
Il 27 di novembre mwwq1441, mwwgFilippo Maria Visconti investe, i nobili Giberto (III) e Guido Terzi (II) signori di Sissa, delle signorie di Belvedere, Vezzano, Moragnano, Fontanafredda, Treviglio, Groppizioso (oggi posti nel Comune di Tizzano Val Parma), Lalatta (nel Comune di Palanzano) ed Antignola, tolte a mwwwParma. Verosimilmente oltre a compensare la loro lealtà e devozione, premiavano una significativa generosità verso il duca sovrano.cite-ref-17[17].
Morto l'ultimo dei Visconti, Duchi di Milano, impadronitosi di Milano mwyqFrancesco Sforza, fú nominato nuovo duca, il 17 giugno mwyg1450, e decise di erigere in contea le terre di Sissa e di mwywBelvedere, e investiva della contea Guido Terzi, col diritto di trasmettere il titolo ai loro discendenti.maschi e legittimi.cite-ref-18[18] Il duca dichiarava di aver stabilito questa liberalità per premiare "la singolare devozione verso di lui e lo Stato suo, la grandissima integrità, la prestanza, il valore, e l'altre preclare dotj di Guido, del quale ogni studio, ogni pensiero era unicamente volto a prestarsi al piacere di Sua Signoria".
Il 26 marzo mw0q1467, i duchi di Milano mw0gGaleazzo Maria Sforza e mw0wBianca Maria Visconti rinnovarono l'investitura delle contee di Belvedere e di Sissa a Lodovico Terzi, figlio di Giberto, e ai suoi familiari;cite-ref-19[19]. e di nuovo nel mw2a1495cite-ref-20[20] Il 6 luglio 1495, Francesco e Luca Terzi, figli di Lodovico, cadevano combattendo alla mw3qbattaglia di Fornovo.cite-ref-21[21] e l'investitura di Sissa fu ancora rinnovata nel mw4g1497 da mw4wLudovico il Moro a favore di Giampietro Terzi, figlio di Francesco.cite-ref-22[22], che morì assassinato nel mw6a1516 dallo zio Ottobono.cite-ref-23[23].
Secolo XVI
Nel mw7w1551, durante la "guerra di Parma" i Terzi si schierarono con gli alleati della Francia contro la Spagna. Il 12 giugno, il castello di Sissa posto sotto l'assedio delle forze di parte imperiale, guidate dal conte mw8aTroilo Rossi, nonostante il supporto del duca mw8qOttavio Farnese, finì espugnata e devastata. Fu riconsegnata semidistrutta ai Terzi l'anno successivo.cite-ref-24[24].
Secolo XVIII
Ultimo conte di Sissa (e di tutte le località comprese nella contea) e di Belvedere (Tizzano Val Parma), fú Don Francesco Maria Terzi, marchese di Contignaco (già Contignago, per eredità Farnese di Latera), conte del Sacro Romano Impero, di Kolinetz, di Wolozkowitz, di Aucijn e di Podoli, patrizio Boemo, Moravo e della Svevia (austriaca). Aveva sposato Anna Maria Sanvitale di Fontanellato e di Noceto,(*1700 e + nel 1767), figlia del conte Ludovico e dama dell'Ordine della Croce Stellata e della duchessa mw-aEnrichetta d'Este, dalla quale ebbe solo due figlie: Donna Corona e Donna Costanza (nata nel 1725 e + nel 1803). Alla sua morte, il 17 dicembre del mw-q1758 la casata dei Terzi di Sissa, si estinse, in quanto ai maschi, mentre nel 1803, in quanto alle femmine, con la morte di Donna Costanza Terzi di Sissa, Contessa del Sacro Romano Impero, moglie di Don Antonio Camillo conte Marazzani Visconti di Piacenza (+ nel 1807). Il marchese Bonifacio II Rangoni di mw-gModena, che aveva sposato la figlia maggiore Donna Corona,cite-ref-25[25], il figlio primogenito di Donna Costanza, Don Pietro conte Marazzani Terzi (+ nel 1820), sostituì il cognome Visconti a quello dei Terzi, mentre, il marchese Rangoni, aggiunse il cognome della consorte al proprio, donde i mw-wRangoni Terzi, che mantennero il possesso della contea fino all'abolizione dei diritti feudali decretata da mwaqaNapoleone nel mwaqe1805, mentre il marchesato di Contignaco, fú ereditato, dal padre, da Donna Costanza Terzi Marazzani Visconti, che alcuni anni dopo, lo vendette. I feudi boemi furono ereditati da entrambe le sorelle, e furono venduti nel 1795.
La rocca di Sissa fu venduta intorno alla metà del mwaqmXIX secolo alla famiglia Raimondi.cite-ref-26[26] divenendo in seguito sede dell'amministrazione comunale di Sissa (dal mwaqg2014 mwaqkSissa Trecasali).
Secolo XIX
Nel 1803 il ducato di Parma cade sotto il dominio napoleonico. Sissa è presidiata da milizie francesi. Nel 1890 divenne proprietaria della rocca la famiglia Raimondi che la vende al Comune di Sissa nel 1900 per lire 45.000. Dal 1902 al 1912 da Torricella partono i mattoni, fabbricati a Gramignazzo nella fornace Pizzi, ancora aggi visibile, per laricostruzione del campanile di San Marco. Già dalla metà del 1600, attraverso il porto di Torricella, avveniva con Venezia lo scambio di mattoni, fabbricati a Gramignazzo, contro carbone.
Secolo XX
Il 23, 24 e 25 aprile 1945 Sissa assiste alla ritirata dei Tedeschi che vanno verso il Po e corre il rischio di essere incendiata per rappresaglia. Solo il sopraggiungere degli Alleati evita il peggio. Alla fine di questi tre giorni si contano una decina di vittime civili e di soldati tedeschi, feriti, alcune case incendiate e altre saccheggiate.
Il 4 luglio 1965 la frazione di Torricella è stata devastata da un tornado classificato F4 sulla Scala Fujita che ha provocato 3 morti e svariati feriticite-ref-27[27].
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Sissa erano stati concessi con DPR del 10 febbraio 1953.cite-ref-bozzetti-28-0[28]
«D'azzurro, alla
torre
d'argento, murata di nero, all'
aquila
di nero, dal volo spiegato, coronata con corona all'antica di cinque punte visibili d'oro, poggiante tra i merli della torre.»
Il gonfalone era un drappo partito di azzurro e di bianco.cite-ref-bozzetti-28-1[28]
Monumenti e luoghi d'interesse
Porto fluviale
Nei pressi di Sissa è presente il porto fluviale di Torricella, sul fiume Po.
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Eventi
Sissa è il paese che ha lanciato l'evento "November Pork". Si svolge tutti gli anni nel mese di novembre, ed è dedicato alla riscoperta dei sapori del maiale.
Amministrazione
Tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 aprile 1987 | 28 maggio 1990 | Emilio Ubaldi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 30 ] |
| 31 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Gian Franco Consigli | PDS , PCI | Sindaco | [ 30 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Gian Franco Consigli | centro-sinistra | Sindaco | [ 30 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Angela Fornia | lista civica | Sindaco | [ 30 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Angela Fornia | lista civica | Sindaco | [ 30 ] |
| 8 giugno 2009 | 9 settembre 2013 | Grazia Cavanna | lista civica | Sindaco | [ 30 ] |
Dal 2009 al 2013 la carica di mwavuSindaco di Sissa è stata ricoperta da Grazia Cavanna, eletta a capo di una lista civica, scomparsa nel settembre 2013, per malattia.cite-ref-31[31] - è ricoperto mwavoad interim dal mwavsVicesindaco Marco Moreni, in attesa dell'indizione di nuove elezioni amministrative.
Progetto di fusione con Trecasali
Per iniziativa delle amministrazioni dei due Comuni della mwav4Bassa parmense è stato avviato un progetto di fusione tra i due enti, seguendo l'iter previsto dall'art. 133, co. 2 della mwav8Costituzione e disciplinato in dettaglio dalle leggi regionali in materia di circoscrizioni comunali. Il progetto ha finora ottenuto il pronunciamento favorevole di ambedue i consigli comunali nonché il parere positivo della mwawaRegione Emilia-Romagna. È stato quindi indetto per il 6 ottobre 2013 un referendum popolare, di natura consultiva, tra le popolazioni interessate le quali dovranno esprimersi sulla volontà o meno di procedere alla fusione e sulla denominazione dell'eventuale nuova realtà amministrativa, scegliendo tra una rosa di proposte: "Terre del basso Taro", "Sissa e Trecasali", "Trecasali e Sissa", "Sissa Trecasali", "Trecasali Sissa". La Regione, prendendo atto dell'esito positivo della consultazione, ha decretato l'istituzione del nuovo ente comunale di mwaweSissa Trecasalicite-ref-32[32]. Esso è attivo dal 1º gennaio 2014 ed è retto, in attesa di nuove elezioni "unificate", da un Commissariocite-ref-33[33].
Sport
Calcio
La principale squadra di calcio della città è l'A.S. Sissa che milita in mwaw0Terza Categoria. Dal 2022 si è unita con la Viarolese(squadra proveniente da mwaw4Viarolo frazione del comune Sissa Trecasali) ed è diventata A.S.D Viarolese Sissa e milita in mwaw8Prima Categoria.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaxyDato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
cite-note-divamm-sismica-22. mwaxomwaxsmwaxwClassificazione sismica (mwax0mwax4XLS), su mwax8rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-33. mwaymmwayqmwayuTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwayymwaycPDF), in mwaygciterefmwaykLeggemwayo mways26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaywAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mway0 151. mway4URL consultato il 25 aprile 2012 mway8(archiviato dall'mwazaurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ Guglielmo Capacchi, mwazqDizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
cite-note-55. ↑ mwazgmwazkmwazoStatuto comunale di Sissa Trecasali (mwazsmwazwPDF), su mwaz0ww2.gazzettaamministrativa.it.
cite-note-66. ↑ mwaaemwaaimwaamWebgis del comune di Sissa Trecasali, su mwaaqmaxiportal.it.
cite-note-77. ↑ Il diploma è intestato ai mwaagNobilibus viris Guidoni, & Filippono fratribus de Tertiis Civibus Civitatis Parme & Imperii fidelibus dilecti, cioè rispettivamente al padre e allo zio di Niccolò. Cfr. I. Affò, mwaakStoria della città di Parma, IV, Parma 1795, pp. 370.
cite-note-88. ↑ Le vicende delle nobili casate dei Terzi, e le loro genealogie risalenti al lignaggio dei nobili da Cornazzano, sono state ricostruite nello studio, edito a cura della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, di P. Cont, mwaa0I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, prefazione di Marco Gentile, Seconda edizione, ("Fonti e Studi", serie II, XIV-2), Parma, presso la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, 2019.
cite-note-99. ↑ “abitante in Torricella, che addi 8 luglio del 1362 fece suppliche a Bernabò perché gli concedesse una torre caduta in rovina, che ivi sorgeva in riva al Po. A. Pezzana, mwabeStoria della città di Parma continuata, I, 1346-1400, Parma 1837, p. 105, n. 126.
cite-note-1010. ↑ Nell'incipit del diploma si elogia la lealtà e il valore degli avi dei Terzi e del loro servizio prestato al Sacro Romano Impero: "Capitanei et Gubernatores partis Imperii et potentes in Civitate Parmensi ipsiusque Dioecesi et partibus illis, pro defensione jurium Sacri Rom. Imperii maxime tempore D. Praedecessoris nostri q. Federici Imperatoris, Hierusalem ac Siciliae Regis, non metuerunt sese periculis mortis exponere, et in bonis et rebus eorum maxima damna et in quam pluribus castris ruinas inexorabiles sustulerunt, nec tamen unquam a recto tramite deviavere." Così il Pezzana: “Questo diploma è in data di Norimberga, 1387, e sta in copia semplice nell'Archivio dello Stato”. Cfr. A. Pezzana, "Storia della città di Parma", I, Parma 1837, I, p. 171.
cite-note-1111. ↑ Valga solo un esempio. Il giorno 6 agosto mwabg1404, Ottobono aveva assalito mwabkFelino, rocca dei Rossi, dove si era rifugiato il capitano mwaboAngelo Tartaglia e la sua cavalleria, figgiti da una disfatta subita a Rossena. Attaccati furiosamente dal Terzi, gli armigeri dei Rossi e il prode Tartaglia con le sue lance fiorentine, finirono per la seconda volte sconfitte. Si contarono numerosi prigionieri tra i Rossi le case dei quali furono depredate e quindi incendiate. Alla fine di quel mese arrivò la inevitabile, rappresaglia dei Rossi che scatenò le rappresaglie e la devastazione a Sissa, Trecasali, Palasone e San Nazzaro, trre dei Terzi. Conseguente alla vendetta dei Rossi rispose, con maggior efferatezza e miglior guadagno Ottobono: violò le sacre mura del monastero femminile di San Paolo, fece razzia di tessuti finissimi, di preziosi, ori, argenti, e un bottino di seimila fiorini lasciati là dentro in custodia dai Rossi. Il tutto fu distribuito tra i suoi armati. Sempre ai Rossi. in quella circostanza furono tolti tutti i benefici ecclesiastici o secolari, le proprietà in case o di fondi, legati al convento. Più avanti, i Rossi non fecero mancare le loro faide di rivincita, devastando il territorio senza fine.
cite-note-1212. ↑ A. Pezzana, mwab4Storia della città di Parma, II, Parma 1842, p. 126.
cite-note-1313. ↑ Scrive il Pezzana: mwaciPerciocché nel Registro delle Investiture feudali che stanno in questo Archivio dello Stato si trova una concessione fatta da Giovanni a Frate Ercolano da Canobio, Proposto degli Umiliati di Parma, ed a Guido Terzi di quondam Giberto, Signore di Sissa, concessione che si asserisce rogata il dì 8 di giugno del vegnente anno 1413 (scritto con tutte lettere così: mwacmmillesimo quadrìngentesimo decimo tertio, Indictione sexta) mwacqdal Cancelliere vescovile Andrea da Neviano). A. Pezzana, mwacuStoria della città di Parma, II, cit., p. 149 nota.
cite-note-1414. ↑ A rinforzo delle truppe in campo, la città di Parma inviò agli assedianti 250 guastatori e una catapulta per scagliare pietre e ordigni contro le mura.
cite-note-1515. ↑ «A concedere la quale fu mosso Filippo dalla indefessa sollecitudine dei Terzi a prò di lui, e specialmente dall'averlo essi in que' giorni di grandi necessità sovvenuto di 2000 fiorini a 32 soldi imp. l'uno. Dichiara egli nell'investitura di essere sempre per ricordarsi di così segnalato servigio prestatogli con grave loro incommodo, poiché erano essi medesimi poveri di danaro, e, volendo in qualche guisa rimunerameli, e considerando ad un tempo la sincerità della fede, e la servitù dei loro antenati, concede loro quel feudo, e delega il suo Consigliere Corradino de' Capitani di Vimercato a darne loro il possesso». Ed aggiunge: «Il rogito di questa fatto nelle case del Corredini in Milano a' 21 novembre è di Gian-Francesco Gallina Segretario e notajo Ducale (Arch. dello Stato, Registro d'investiture feudali, da c. 234, t.°, a 241- Ivi n' è altra copia antica fra le carte dei Terzi)». Cfr. A. Pezzana, mwacwStoria della città di Parma, II, cit., pp. 429-430 nota.
cite-note-1616. ↑ Discendenti da un ramo cadetto dei mwadaTerzi di Sissa pronipoti del Gherardino (I), che nel mwade1362 aveva in proprietà, con l'onere di riedificarlo, il fortilizio di Torricella. Michele Daverio, scrisse che: “quantunque il Duca avesse poco da gloriarsi della campagna di quest'anno, pure volle premiar alcuni di quelli Condottieri d'armi, che dal canto loro non avevan mancato di attaccamento, e valore». Tra questi condottieri si trovavano, oltre al mwadimagnifico Niccolao Guerrero, anche i fratelli Beltramino e Gherardino, ai quali furono assegnati in feudo il castello di Torricella e le ville di Gramignazzo, Coltaro, Trecasali, Palasone con le case di Barcolo dalla Fossa, Rigosa. M. Daverio, mwadmMemorie sulla storia dell’ex ducato di Milano, Milano 1804, p. 169.
cite-note-1717. ↑ Avevano versato alle casse ducali un contributo “spontaneo” di mille ducati d'oro. “L'atto d'investitura fu rogato in Milano: il Capitani ricevette colà dai due fratelli Terzi il giuramento di fedeltà conforme in tutto a quello che prestarono nel precedente anno pel feudo di Sissa, ed eglino obbligaronsi a restituire il feudo di Belvedere al Duca quando piacesse a lui di dar loro cosa equivalente. Trovasi menzione di questa nuova investitura anche in una lettera del dì 27 novembre, con cui il Duca ne rende partecipi gli Uffiziali di Parma, affinché i luoghi concessi ai Terzi non sieno per l'avvenire aggravati d'imposte.” A. Pezzana, mwadcStoria della città di Parma, II, cit., p. 454 nota.
cite-note-1818. ↑ ”In infinito, col mero e misto impero, colla podestà della spada, e con intera giurisdizione, riservando peraltro ai nobili Ottobuono, Filippo, Lodovico, Antonio, Carlo, e Apollonio fratelli Terzi, figli del mwadsquondam Giberto, e nipoti di esso Guido, il diritto sopra una metà della contea di Belvedere e sopra una terza parte della contea di Sissa, e riservando pure un'altra terza parte di questo feudo al nobile Niccolò Terzi, fratello di esso conte Guido …" Le ville soggette a Sissa comprese nella nuova contea erano Casalfoschino, Sala, Borgonovo sotto la ghiaia, e San Lazzaro con Fiesso.” Cfr. A. Pezzana, mwadwStoria della città di Parma, III, Parma 1847, p. 39.
cite-note-1919. ↑ "L'investitura era a favore "del prode Lodovico Terzi del q. Giberto, per lui, pe' fratelli e per altri consanguinei suoi." Così scrive A. Pezzana mwaeaStoria della città di Parma, continuata: 1449-1476, p. 279,
cite-note-2020. ↑ L'11 maggio mwaeq1495, un nuovo rogito del duca di Milano rinnovò l'investitura per le contee di Sissa e Belvedere a quanti appartenevano alla famiglia dei Terzi di Sissa mwaeu Rogito 11 maggio 1495 di Francesco Melegari. Cfr. A. Pezzana, mwaeyStoria della città di Parma, continuata: V, 1480-1500, p. 303.
cite-note-2121. ↑ Francesco Terzi è ricordato come "mwaeoDucalis Squadrerius qui in conflictu contra Carolum Francorum Regem in agro Parmensi dum pro… Ludovico Mediolani Duce fortiter pugnaret, occubuit.", A. Pezzana, mwaesStoria della città di Parma, continuata, vol. 5, 1480-1500, p. 303.
cite-note-2222. ↑ Giberto Terzi di Sissa, nelle sue vesti di procuratore di Taddea, rimasta vedova di Francesco e tutrice del figlio Giampietro, si appellava alla corte ducale: il 29 settembre mwae81497 fu rinnovata l'investitura a favore di Giampietro Terzi di Sissa per l'ottava parte che gli competeva quale figlio del mwafaquondam Francesco, a cui seguì il giuramento di fedeltà, omaggio e obbedienza prestato al duca e alla duchessa Beatrice nel mwafeCastello Sforzesco, allora di Porta Giovia
cite-note-2323. ↑ Giampietro Terzi venne ucciso insieme a sette compagni in una congiura ordita dello zio Ottobono.
cite-note-2424. ↑ Anche Torricella, divenuta feudo dei conti Simonetta, come Sissa alleati dei Farnese, subì un tentativo d'aggressione dagli spagnoli, intenzionati a impadronirsi dei mulini galleggianti sul Po. Gli abitanti del borgo, messi sull'avviso, li prevennero e tesero un agguato sorprendendo e facendo strage di quaranta invasori. Tuttavia la notte seguente gli spagnoli tornarono riuscendo a distruggere tutti i mulini.
cite-note-2525. ↑ La seconda figlia, Costanza, convolò a nozze con il conte Antonio Camillo Marazzani Visconti di Piacenza nel 1744, dalla quale nacquero 17 tra figli e figlie.
cite-note-2626. ↑ mwaf4mwaf8mwagaCastello di Sissa, su mwagepreboggion.it. mwagiURL consultato il 18 giugno 2016.
cite-note-2727. ↑ mwagymwagcmwaggTromba d'aria sulla Bassa, su mwagkwww.gazzettadiparma.it. mwagoURL consultato il 17 gennaio 2024.
cite-note-bozzetti-2828. ↑ mwahamwahemwahiBozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Sissa, su mwahmArchivio Centrale dello Stato, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwahqURL consultato il 27 settembre 2024.
cite-note-interno-304. mwaiohttp://amministratori.interno.it/
cite-note-3131. ↑ mwai4mwai8Sissa: muore a 47 anni il sindaco Grazia Cavanna Fonte: Gazzetta di Parma mwajaArchiviatomwaje il 12 settembre 2013 in mwajiInternet Archivemwajm.. L'incarico - ai sensi dell'art. 30, co. 1 dello mwajuStatuto comunale,mwajyStatuto del Comune di Sissa. Fonte: sito istituzionale del Comune. mwajcArchiviatomwajg il 1º giugno 2013 in mwajkInternet Archivemwajo.
cite-note-3232. ↑ mwaj8mwakamwakeSissa Trecasali, via libera definitivo della Regione alla fusione, in mwakiGazzetta di Parma. mwakmURL consultato il 5 novembre 2013 mwakq(archiviato dall'mwakuurl originale il 5 novembre 2013).
cite-note-3333. ↑ mwakkmwakomwaksFusione Trecasali-Sissa: il 6 ottobre c'è il referendum, in mwakwGazzetta di Parma. mwak0URL consultato il 14 settembre 2013 mwak4(archiviato dall'mwak8url originale il 5 novembre 2013).
Bibliografia
• Archivio di Stato di Parma, Comune, Raccolta Zunti, b. 4350, Enrico Scarabelli Zunti, Tavole genealogiche della famiglia Terzi, ms., sec. XIX.
• citerefaff-1793Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo terzo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
• citerefaff-1795Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
• citerefcapacchiGuglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
• citerefcont-2019Paolo Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile, Seconda edizione, in Fonti e Studi", serie II, XIV-2, Parma, presso la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, 2019, ISBN 978-88-941135-5-6.
• citerefpezzana-1837Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
• citerefpezzana-1842Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
• citerefpezzana-1847Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sissa
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Sissa